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27/03/2026

Federsolidarietà Parma al rinnovo, nel solco della continuità.

 

Di Confcooperative Parma, 19 marzo 2026 – E’ Stefano Granata, Presidente nazionale della federazione,  il primo a intervenire in collegamento video, in quanto in viaggio verso l’assemblea regionale sarda. “Quattro anni fa lanciavamo il claim “Su la Testa” con l’obiettivo di far meglio conoscere la cooperazione sociale. Quest’anno lanciamo “Oltre il Giardino””.  Una metafora per consacrare gli obiettivi raggiunti in questi anni dal settore e soprattutto per raccogliere le risposte ai molti ai molti interrogativi ancora aperti come ad esempio il disagio psicologico, la casa e il disagio giovanile.

 

Dopo i saluti del presidente nazionale è la volta della Presidente provinciale di Confcooperative, Elisa Cugini a intervenire per i saluti di rito destinati anche a Don Luigi Valentini per l’ospitalità concessa. Augurando un buon lavoro all’assemblea, la Presidente sottolinea come “la nostra missione sia di essere e di restare vicina alla gente”.

 

L’importanza dell’Assemblea di Federsolidarietà è sottolineata dalla folta partecipazione delle alte cariche della politica locale e regionale presenti, che hanno così inteso onorare questo quadriennio trascorso in una stretta collaborazione progettuale, giunta anche a una fase superiore di Co-programmazione.

 

Nell’ordine sono intervenuti Alessandro Fadda Presidente della Provincia di Parma
Barbara Lori Vicepresidente dell’Assemblea Legislativa Regione Emilia Romagna e  Matteo Daffadà Consigliere Regionale Emilia Romagna.

“La nostra è una bellissima provincia, - sottolinea Alessandro  Fadda - più di 400 mila abitanti, è una provincia ricca, ma è ricca anche perché ci sono tante realtà come le vostre che rappresentano e danno la risposta a un bisogno di economia sociale di cui il nostro territorio aveva assolutamente bisogno. Come imprese mettere al centro la persona e non il profitto ha fatto la differenza. Siete parte fondamentale del nostro sistema economico. Sono realtà che riescono a stare in piedi soltanto grazie al fatto che ci siano cooperative come le vostre che intervengono in modo strutturale.”
 

“Mi associo anch'io ai ringraziamenti, - interviene Barbara Lori - all'invito e all'autenticità del lavoro portato avanti con grande attenzione e capacità.”  Un processo di lavoro e di relazioni coltivato quotidianamente con tante diverse sfaccettature, “perché l'operazione sociale non è una cosa sola, non è una cosa unica, è una realtà variegata, composita, che riesce, in modo anche molto minuzioso e attento, a riconoscere la risposta ai bisogni.”  Bisogni che evidentemente incontrano impedimenti “nonostante chi come me e le istituzioni prova a lavorare per rimuovere ostacoli.”

 

Prima della relazione della presidente Roberta Lasagna interviene il Consigliere regionale Matteo Daffadà che ai saluti e ringraziamenti per l’invito a partecipare sottolinea come “dove c'è welfare c'è cooperazione, dove c'è cooperazione c'è welfare. E’ una cosa che ho imparato in un lungo percorso di amministratore pubblico prima e poi da consigliere regionale”.  Quella sociale “è una cooperazione che è sempre all’avanguardia, che è sempre di stimolo, che ha sempre voglia di guardare agli altri, di aiutare gli altri di innovare ma soprattutto di risolvere i problemi anche quando a volte il pubblico non riesce”.

 

A concludere le testimonianze iniziali è il fondatore di Betania, Don Luigi Valentini. “Approfitto solo per dire che siamo molto contenti che qua, in una comunità, in una cooperativa dove si porta avanti da tanto tempo i servizi alle persone si organizzino anche momenti di incontro, di conoscenza, di valutazione e di progettazione a livello ampio. Abbiamo sempre desiderato che Betania non fosse un mondo chiuso ma un mondo che offra un piccolo contributo alla città, al territorio, cercando di guardare in faccia i problemi reali che ci sono e per quanto si può, nel limite delle possibilità, delle capacità, delle risorse poter dare delle risposte.”

 

Il cuore dell’Assemblea è senza ombra di dubbio rappresentato dall’intervento della Presidente provinciale di Federsolidarietà, Roberta Lasagna, che nel suo articolato e complesso discorso ha richiamato i traguardi raggiunti, ha qualificato, attraverso dati numerici oggettivi, gli obiettivi conseguiti e, forte del buon lavoro svolto, ha tracciato il futuro e le nuove sfide che la cooperazione sociale dovrà perseguire.

 

“La Confcooperative di Parma rappresenta oggi 42 cooperative sociali e sanitarie e insieme rappresentano un valore della produzione di oltre 132 milioni di euro danno lavoro a 3298 soci e occupati 3687. L’'altro giorno ho dato un'occhiata, per preparare l'intervento, ai dati che dal 2022 al 2025 hanno portato l'aumento della produzione al 17,62% quindi la cooperazione sociale direi che è in salute. Questi numeri confermano come la cooperazione sociale a Parma sia un asset fondamentale del welfare territoriale, un motore di inclusione come diceva bene Don Luigi, ma anche un partner essenziale, come diceva Alessandro Fadda, per le istituzioni nella costruzione di comunità e orientate ai diritti dei cittadini. Del claim “Oltre il Giardino”, che Stefano Granata ha enunciato, io propongo la mia versione.  Oltre il Giardino è una pellicola del ’79, quindi anche datata, tratta dal romanzo di Jerzy Kosinski e il personaggio Chance è un giardiniere in ascolto. Egli ci ricorda che la realtà nasce dalla nostra percezione e dai nostri pensieri, ci invita a non perderci nella costruzione di artificiosi poteri e ambizioni che sono vuote. L'ascolto è in realtà una forma di saggezza semplice e autentica. Coltivare il proprio giardino diventa simbolo di cura, equilibrio e consapevolezza ed è con questo simbolismo che il giardino diventa la comunità, la comunità che vogliamo costruire insieme.  E’ una sfida progettuale, è un invito a superare i confini dell'ordinario per generare innovazione sociale, l'abbiamo detto anche prima, con la prospettiva e l'orgoglio di condividere e diffondere il valore creato a beneficio di tutta una comunità”.

 

Così Roberta Lasagna introduce la sua relazione assembleare, andando anche a richiamare le forti sinergie che, nel corso del mandato, si sono saldate con le amministrazioni pubbliche sia in campo progettuale che di programmazione.

 

“Sempre più il Welfare di Comunità – prosegue Lasagna - ci racconta un vero e proprio cambio di paradigma, tanto nei modi di rispondere ai bisogni sociali quanto in quelli di generare valore e di ridisegnare però policy locali diverse. Inoltre oggi esso racconta della presa di consapevolezza di un cambiamento profondo, inerente alla natura delle sfide sociali che caratterizzano la nostra contemporaneità. Oggi facciamo fatica a seguire degli schemi che sono ormai datati, vecchi, e quindi abbiamo chiesto anche nei nostri modelli organizzativi di ricercare modelli molto più adeguati a ciò che la contemporaneità ci chiede.

Quindi sono sfide, sfide che però delineano scenari medici e assumono un carattere però sistemico, la comunità è un insieme di soggetti, è un insieme. Quindi parlare di comunità vuol dire parlare della modalità attraverso cui una pluralità di soggetti, come stiamo facendo oggi, di natura diversa, si unisce per costruire. Costruire che cosa? Ecosistemi in rete.

Allora l'obiettivo non è solo svolgere una funzione riparativa nei confronti dei fallimenti di Stato, del mercato, ma anche di agire in una funzione trasformativa che punti a cambiare le condizioni a monte della processualità. Mi preme sottolineare come la leadership cooperativa debba oggi saper anteporre il valore del collettivo, cioè il noi, rispetto a quello individuale dell'io. La Federsolidarietà di Parma in questi ultimi 4 anni, che è la durata del mandato nostro, ha inciso sulla comunità in cui opera, trasformandosi da semplice strumento mutualistico a un vero e proprio motore di innovazione sociale.”

 

Uno dei punti che maggiormente preme sottolineare la presidente è la realizzazione del “Patto per il Welfare”. Un accordo tra il Comune, Federsolidarietà e altre associazioni di categoria e le imprese del terzo settore.

“Un patto finalizzato a che cosa? – sottolinea ancora Roberta Lasagna - A costruire un sistema di welfare condiviso e anticipato, capace di rispondere a dei bisogni reali ma anche quelli nuovi. Ed è in questo contesto che la cooperazione diventa un motore di innovazione sociale, unendo pubblico e privato, e cittadinanza attiva, nella costruzione di un futuro più resiliente e sostenibile. Una  direttrice è il diritto dei giovani a progettare il proprio futuro.

La cooperazione sociale è stata negli ultimi 15 anni un valido partner, a carico della pubblica amministrazione, in questo caso prevalentemente al comune di Parma, ma anche a tutti gli altri stakeholder che hanno contribuito allo sviluppo e al sostegno delle politiche giovanili. Oggi noi non dobbiamo parlare solo e vagamente di disagio. Non facciamo altro che sentire parlare di disagio, ma è l'agio e il protagonismo che costruiscono la prevenzione e la costruzione di relazioni positive. Quindi deve cambiare questo mondo e tutti dobbiamo contribuire a farlo cambiare. Dobbiamo essere in grado di costruire infrastrutture sociali in una comunità più inclusiva e responsabile. Non è affare di un assessorato il tema dei giovani, è affare di una comunità intera. Parma Capitale dei Giovani 2027 rappresenta un'occasione importante, sia per la cooperazione sociale, ma anche per le nuove generazioni.”

 

Uno degli argomenti che maggiormente scalda il cuore alla Presidente è il salario e il rinnovo del contratto di lavoro che è riuscita a portare a conclusione.

 

“Poi, come ultimo argomento, abbiamo il rinnovo del contratto delle cooperative sociali. E’ stato un passaggio centrale, quello del contratto, che ha caratterizzato praticamente il quadriennio.

L'attuale rinnovo ha introdotto significativi incrementi a favore dei lavoratori, non delle imprese, dei lavoratori, lo sottolineo. A partire dal primo febbraio del 24, a regime, il costo del lavoro è aumentato di oltre il 15%, un aumento epocale dalla storia della cooperazione sociale quando è stata contrattualizzata. Il nuovo contratto ha segnato una svolta per i lavoratori del welfare, rompendo il dualismo tra la sostenibilità delle imprese e la retribuzione dei lavoratori.

L'obiettivo della Federsolidarietà e delle organizzazioni sindacali in delegazione nazionale è stato quello di garantire uno strumento per ridare libertà al lavoro sociale, superando la percezione che lo si associa sempre a un lavoro povero, non è e non deve essere considerato un lavoro povero. Un ulteriore obiettivo che le parti hanno inteso raggiungere con il nuovo contratto è stato quello di rompere lo schema che ha caratterizzato gli ultimi due decenni ovvero i rapporti tra le amministrazioni pubbliche e gli enti del terzo settore che sono stati fortemente guidati dalla logica del massimo ribasso o comunque orientati al contenimento dei costi. La redditività delle cooperative sociali, spesso si dimentica che sono forme di impresa, negli ultimi anni si è ridotta ed oggi l'utile medio delle imprese oscilla tra 0,5 e 1,5%, quindi chi ritiene che la cooperazione sociale faccia profitti credo che debba rifare bene i conti.”

 

La cooperazione in questa circostanza ha dimostrato coraggio, molto coraggio a rinnovare il contratto, e fa onore alla intera Regione Emilia Romagna, unica in Italia ad avere deliberato in tal senso.

 

In chiusura Roberta Lasagna ha rimarcato i temi prioritari che segneranno il prossimo quadriennio, a partire dalla fusione con Confcooperative di Piacenza, per poi affrontare il grave tema della carenza del personale, il tema della accoglienza transnazionale, quindi il credito continua a essere un ostacolo.  “Gli istituti bancari dovranno cominciare a ritornare ad appropriarsi di un ruolo molto più comunitario rispetto a quello che è stato negli ultimi 15 anni. Chiosa Lasagna”.

“Poi l'ultimo tema, è il futuro e l'innovazione. Un tema che a me è molto caro ma è sempre un tema molto difficile da affrontare. Nell'ultimo decennio il paradigma dell'innovazione sociale ha rappresentato un riferimento sia di tipo culturale sia di tipo metodologico rispetto a come organizzare e governare il cambiamento. Oggi, e ancora di più nel prossimo futuro la partita dell'innovazione non potrà prescindere da uno stretto legame con il tema dell'impatto. Concludo leggendovi una cosa che scriveva un sociologo tedesco nei primi del Novecento, un certo Heinrich Richter, che diceva che i valori non appartengono al mondo reale ma, nonostante ciò, sussistono come eterne essenze indipendenti dal soggetto ma anche dall'oggetto.”

 

A seguire sale in cattedra Ettore Brianti Assessore Politiche Sociali del Comune di Parma, che illustra in dettaglio il progetto FA LA CASA GIUSTA! Parma Abitare Sociale Quali prospettive per gli ETS. “Ecco il progetto Fa la Casa Giusta, l'avete evidenziato, è un progetto triennale che nasce insieme dal Patto Sociale, l'abitare come era messo prima nella nostra amministrazione era parzializzato tra lavori pubblici, urbanistica e emergenza abitativa in campo sociale e perciò l’abbiamo ricondotto in un'area, l'abitare sociale, dove abbiamo creato un settore nuovo, con un dirigente e con la sua organizzazione. L'abitare sociale e la casa, non rappresenta solo un tetto”. L’abitare è quindi vivere meglio per fare un progetto di vita.  
L’assessore ha sottolineato come il progetto fosse particolarmente prioritario per il sindaco Guerra per cui è stato avviato il progetto di riordino dei 700 appartamenti sfitti che oggi stanno già per essere assegnati.

 

Beatrice Aimi, Assessora alla Comunità Giovanile del Comune di Parma, ha rimarcato come la costruzione delle comunità giovanili passi attraverso l’individuazione dei bisogni e la loro soddisfazione.

I principali problemi rilevati riguardano:

-       Socialità. Un problema compromesso anche dal contesto digitale che ha una alta influenza sui giovani;

-       Il problema degli “Adulti Significativi” che coinvolge la crisi della famiglia e della Scuola;

-       Il problema dell’”ascolto vero”, ossia di trovare un contesto dove avere voce;

-       Infine il “sentirsi bene”. C’è una iper-attenzione  al benessere e malessere giovanile.

A Parma, sottolinea l’assessora, stando a un sondaggio sia quantitativo che qualitativo, stanno bene ma raccolgono un’ansia da aspettative

In conclusione Beatrice Aimi sottolinea le tre parole chiave utili a avvicinare le comunità giovanili: Fiducia, Credibilità, Autenticità.

Casa e welfare di comunità sono i due punti cardine sui quali il Sindaco Guerra ha messo la faccia e con lui tutta la amministrazione. Così Daria Jacopozzi Assessora alla Partecipazione, Associazionismo, Quartieri del Comune di Parma, introduce il suo intervento dal titolo: Amministrazione condivisa: La Co- Programmazione e Co Progettazione Il Regolamento con gli ETS. Il terzo settore può offrire un paradigma giusto verso l’economia sociale che è anche il senso del regolamento che è in via di definizione. “A Parma abbiamo davvero sviluppato, attraverso questi legami, una certa sensibilità da questo punto di vista, grazie allo stimolo del terzo settore e al grande lavoro di collaborazione.”

E’ un'amministrazione consapevole, quella narrata dalla Jacopozzi,  che ha ben chiaro dove vuole andare.  

“Il senso del nostro regolamento è il senso dell'azione che vogliamo costruire insieme nella logica appunto della sostenibilità del terzo settore e non dello sfruttamento, perché mi fa abbastanza paura, la prospettiva che giustamente Don Valentini diceva, per cui avremo sempre meno risorse e quindi il rischio di avere bisogno del terzo settore.  Il regolamento lo mette molto in chiaro. La scelta politica di fare una co-programmazione rispetto a un bando deve essere molto più articola logica e non può essere quella del risparmio.”

 

Avere una casa, Idee e politiche per un nuovo abitare. E’ questo il titolo dell’intervento di Antonio Buzzi Presidente Regionale ConfCooperative Federsolidarietà Emilia Romagna al quale ha fatto seguito l’esposizione dettagliata del  Progetto “HOUSING FIRST, dalla valutazione di impatto a dieci anni dall’avvio alla contaminazione dei servizi “ proposto da Dora Casalino Referente Abitare Consorzio Solco di Ravenna.

“Grazie Matteo e grazie Roberta – introduce Antonio Buzzi-, per questo invito e intanto devo dire che se la pubblica amministrativa di Ravenna me la fossi portata dietro avrebbe imparato qualcosa e perciò volevo fare i complimenti perché mi sembra che ci sia un'attenzione del pubblico e dell'amministrazione che ha condotto a una collaborazione strutturata con la cooperazione sociale. Direi anche di alcuni dei programmi sociali che fa invidia, quindi veramente complimenti anche per la proprietà e la portata dei progetti che avete presentato.”

“Siamo partiti banalmente da dieci anni di sperimentazione di un progetto innovativo sull'abitare sulla metodologia che si chiama Housing First.  L'abbiamo sperimentata a Ravenna ed è stata una impostazione trasformativa. Partivamo da un assurdo condiviso che è questo: come mai le persone che cadono nella fragilità non escono più per cui la fragilità diventa una condizione cronica e di conseguenza le risorse vengono assorbite togliendone la disponibilità per altri, che invece avrebbero altrettanto bisogno di essere aiutati.”

 

Dopo dieci anni di sperimentazione nel comune di Ravenna, i risultati sono stati assolutamente positivi e la metodologia applicata condivisa sul territorio nazionale poiché “le buone prassi devono essere condivise”.

I soggetti che cadono nel cerchio della fragilità sono in costante aumento. Sono i giovani che hanno lavori a singhiozzo, sono le famiglie alla soglia di povertà i cui consumi primari sono al di sotto della media, e la ricchezza che si genera non viene equamente distribuita come il report OXFAME continua a segnalare.

“Dobbiamo fare in modo – continua il presidente regionale - che il sistema non generi più esclusioni. E’ questa la sfida, se vogliamo portare un rimedio efficace altrimenti correremmo sempre dietro e non avremo mai risorse sufficienti per andare a riparare i danni. Dobbiamo porre attenzione che il sistema economico non produca più questi errori quindi serve una visione d’insieme che sia inclusiva e sostenibile. Serve allargare la capacità delle alleanze in maniera importante”.

 

“Se vogliamo parlare di integrazione sociale concreta, - relaziona Dora Casalino - se vogliamo parlare della possibilità che le persone arrivino a utilizzare la casa come uno strumento di cambiamento dobbiamo parlare di soluzioni abitativi stabili, dove una persona possa radicarsi nella comunità. L'impatto di questo intervento sul territorio è stato misurato grazie all'istituto ISNET, che è un istituto di ricerca specializzato.” E’ importante utilizzare uno strumento in grado di valutare anche un risultato economico, quindi a attribuire valore economico.

 

 “Abbiamo in questi dieci anni lavorato sempre nell'idea di poter dimostrare che il dato emerso da questa valutazione potesse migliorare e contaminare anche tutti i servizi di abitare del consorzio.  In sintesi il dato finale risultato  è che per ogni euro investito in Housing First si è generato un valore di 1,93 €, quindi quasi ha raddoppiato l'indice SROI (Social Return on Investment) il che vuol dire, che a differenza di progetti puramente assistenziali, dove c'era il rischio di cronicizzare, le persone all'interno delle accoglienze hanno compreso che con Housing First era possibile produrre valore e produrre un impatto positivo per l'intera comunità.” Così chiosa Dora Casalino.

 

 

Amministrazione condivisa Il percorso e gli obiettivi del regolamento è l’argomento trattato da Fabio Faccini Presidente Consorzio Solidarietà Sociale di Parma.

“La riforma del terzo settore è una riforma che ha portato molti elementi positivi ma è anche una riforma incompiuta per molti aspetti e ha ancora tanti elementi che potrebbero anche in qualche modo essere discutibili. L'elemento più importante, ovviamente se parliamo al tema delle concertazioni e come dire costruire un sistema di grande relazione continuative nei rapporti tra il terzo settore e l'amministrazione.  Produrre un obiettivo definitivo in cui collocare queste esperienze, idee da perseguire per realizzare l'interesse generale attraverso una valutazione comune dei bisogni.”  E’ necessario perciò, secondo Fabio Faccini, un salto culturale importante, passando dalla fase sperimentale per concludere con profondi cambiamenti. In particolare “il primo è quello di riconoscere che tutti abbiamo bisogno di attivare nuove competenze e di rinforzare le competenze che possediamo. Bisogno quindi poggiare qualsiasi tipo di esperienza su un sistema di reti collaborative e di reti di collaborazioni.”

 

 

A Matteo Ghillani, Presidente Cooperativa Insieme , il compito di illustrare il Patto Sociale leggere il territorio tra bisogni e sfide. “Siamo sulla strada giusta nel senso che se teniamo in considerazione la interazione tra il pubblico e noi soggetti del terzo settore, intesi in senso ampio e complesso tenendo in considerazione il mondo della cooperazione sociale”.

Il presidente rimarca la necessità urgente di affrontare le fragilità emergenti negli adulti e non solo. Vi è un notevole incremento delle disabilità che fanno riferimento al Dipartimento di Salute Mentale.

Al centro dell’attenzione sono sempre e comunque i bisogni percepiti dalla popolazione. Matteo Ghillani richiama una recente indagine realizzata da Cariparma, che classifica le percezione dei bisogni calcolati su un campione di oltre 1000 cittadini.

Gli ambiti più problematici sono l’accesso ai servizi sanitari e liste d'attesa 67%.

Il costo della vita è ovviamente traversale e viene subito dopo con il 63%.

L’insicurezza urbana e la microcriminalità è un po' sotto al 58%.

Inquinamento dell'aria e ambiente al 41%.

L'accessibilità e il traffico, il lavoro e occupazione sono al 20% nel percepito.

“Forse, ragionandoci, il lavoro e l'occupazione sono tematiche imprescindibili. Probabilmente si stanno facendo delle cose giuste e la provincia di Parma è una provincia ricca che sta tenendo economicamente con un aumento del PIL” che giustifica il basso valore di problematica lavorativa percepita.  

 

“La misurazione dell’Impatto sociale delle Cooperative di tipo B nel territorio di Parma.” E’ Maurizio Marciano Presidente Cooperativa Saltatempo,  ad affrontare l’argomento, che fa pendant con il progetto presentato da Dora Casalini. Un progetto orientato alla misurazione dell'impatto sociale delle cooperative di B e del territorio. “Un percorso iniziato nel 2022 realizzato con la collaborazione dell’Università di Parma, Dipartimento di Economia nello specifico con il Professor Luca Fornaciari, con l’utilizzazione di due metodi di analisi: Valoris e SROI.”  Importante, ovviamente, anche il sostegno economico giunto dalla Fondazione Cariparma.

Il risultato è stato assolutamente positivo avendo potuto misurare l’impiego di ben “43 persone che sono lavoratori che producono un reddito e qui è che il metodo valore si incomincia a lavorare. 43 persone oggi inserite all'interno eli servizio che  produce un risparmio economico di circa 242 mila euro anno.”

Il metodo SROI invece ha preso in esame ancora 11 cooperative i cui lavoratori hanno messo a disposizione i loro dati rispondendo a un questionario. “457 lavoratori che hanno avuto l'opportunità di rispondere ad un questionario al quale hanno risposto puntualmente dicendo che il lavoro li hanno resi autonomi e gli hanno reso un benessere psicofisico e non solo sociale. Ma questo non l'hanno detto le cooperative, l'hanno detto i loro lavoratori.”

In conclusione, “il metodo SROI a differenza della provincia di Ravenna a Parma, su quel comparto, ha prodotto un valore di 1,72. Un risultato che, a detta del ricercatore, era superiore ma che prudenzialmente è stato aggiornato a 1,72.”

 

Le relazioni si sono quindi concluse con l’intervento di Laura Stanghellini, Presidente Cooperativa La Bula,  che ha trattato riguardo l’innovazione tecnologica/digitale quale leva di sviluppo imprenditoriale per la Cooperazione. “Il mio titolo poteva avere una dimensione molto ampia, ma io l'ho molto ridotto perché è chiaro che parlare di digitale oggi significa parlare di una serie di tematiche molto impegnative.”
La Bula è una piccola cooperativa molto attiva e dinamica che sin dalle origini proponeva prodotti realizzati a partire dalle competenze dei soggetti con disabilità. “Competenze che derivavano dalla scuola che sempre più investiva sulle competenze informatiche. Ci siamo quindi chiesti come valorizzare queste competenze per non disperderle, essendo noi orientati più su competenze manuali. Abbiamo perciò scelto il recupero della memoria. Una cosa che può apparire strana; il digitale punta al futuro e noi abbiamo guardato alla memoria per portarla nel futuro.”

Dapprima la cooperativa ha guardato alla trasformazione “dall'analogico al digitale sia per i cittadini ma anche e soprattutto abbiamo puntato sugli enti, enti culturali come le biblioteche, centri di studi, per finire ad affiancare un regista che ha realizzato un documentario, che andrà in onda su Sky, e che ci ha esaltate tantissimo.”

Una nuova destinazione produttiva che ha modificato anche le competenze interne della cooperativa stessa. “Se noi ci esponiamo in un mercato, oltretutto del digitale che è sempre nell'ottica dei cambiamenti velocissimi, conclude la Stanghellini,  dobbiamo dotarci di competenze specifiche. Una scelta forte che ha fatto la cooperativa è stata di sostenere, per un terzo i costi, un master universitario per un lavoratore di secondo livello, che ha acquisito una laurea in archivistica digitale. Questo significa valorizzare il personale e fidelizzarlo.”  Un passaggio che ha anche lo scopo di proporre una cooperativa con qualificate competenze e quindi una cooperativa che non deve essere solo percepita come un luogo esclusivamente di solidarietà o di beneficenza, ma anche un luogo competente.

 

Conclusi gli interventi si è quindi passati agli “Adempimenti Assembleari” per cui è stato chiesto a Roberta Lasagna di ricandidarsi così come all’intero Consiglio, nel segno della continuità e, come si diceva, per traghettare la federazione alla fusione con Piacenza.

 

Le nomine

Roberta Lasagna Presidente

Un coordinamento costituito da:
Roberta Callegari
Fabio Faccini
Matteo Ghillani
Maurizio Marciano
Alfredo Mori
Maria Stefania Tavani
Laura Stanghellini