14/07/2017

Spizzichi di storia – Riunite a Parma le cooperative di produzione e lavoro

Terzo appuntamento con Spizzichi di Storia. L’articolo di oggi è tratto dalla raccolta de “L’Italia Cooperativa” del 13 aprile 1950 e si riferisce alla Federazione di produzione e lavoro nazionale nata con atto del 29 ottobre 1949.
 
Si è svolto di recente presso l’Unione Provinciale delle Cooperative e Mutue di Parma la assemblea annuale del settore produzione e lavoro.
Siamo lieti di darne notizia e di riportarne un largo estratto per l modo concreto, serio e aderente alla realtà col quale i dirigenti del settore hanno presentato agli aderenti i problemi e le situazioni secondo un criterio di franchezza e lealtà cui dovrebbero attenersi quanti altri hanno responsabilità direttive in questo difficile campo.
Dopo aver brevemente accennato come nella provincia di Parma non esistano nel settore della produzione e lavoro le tradizioni di altrove e che quindi si tratta più che tutto di costituire nuovi organismi, è stato anche immediatamente aggiunto che questi non saranno valutati secondo il numero, bensì secondo la loro consistenza, serietà, e requisiti morali ed economici.
A comprova di questi concetti sono stati citati due significativi esempi: lo scioglimento di una cooperativa che per molto tempo era rimasta inattiva e nella quale il Consiglio d’amministrazione aveva dimostrato una assoluta incapacità di autogoverno, l’espulsione di un’altra che, dopo aver assunto regolarmente un appalto, lo aveva abbandonato.
Il lavoro cui sono oggi chiamate le cooperative cozza contro la particolare durezza dei tempi: oggi lavorare il cooperativa significa cercare di procurarsi un maggior numero di giornate lavorative possibile, nel corso dell’anno, nelle quali potremo contare su di una paga certa, aver magari dei modesti utili a fine anno da ripartire, senza sperare in nulla di più. Domani ai nostri sacrifici potremo far seguire un periodo di tranquillo benessere che ci permetterà di lavorare più serenamente e di guadagnare un po’ di più.
Occorre infine agire con spirito di concordia e solidarietà. La critica è utile, ma fino a quando è rigorosamente costruttiva. Poi diventa un tarlo inseno alle cooperative.
Esposti questi concetti informatori, nella riunione sono stati quindi enunciate le voci attive risultanti dall’attività dell’anno decorso: tra cui ben 315 pratiche d’assistenza. Nell’attività svolta sono da comprendersi le discussioni sostenute in Prefettura per l’iscrizione al registro prefettizio, gli interventi presso il Genio Civile e il Consorzio di Bonifica Bassa parmense per l’applicazione delle circolari ministeriali.
Il Convegno è stato concluso con una serie di richieste che, fedelmente riproduciamo perché possono costituire un utile vademecum anche per le altre provincie.
  1. Tassazione di Ricchezza Mobile  in Categoria C-1 anziché in categoria B. E questa è un’azione che è già stata iniziata dalla Confederazione Cooperativa Italiana e che trova tutto l’incondizionata appoggio delle cooperative di produzione e lavoro del parmense in quanto anche da esse sono partite numerose lagnanze in proposito, questione che dovrebbe essere risolta entro il corrente anno. E’ infatti assurdo che per le cooperative debbano applicarsi tassazioni pesanti se si considera che le stesse sono obbligate da rigidi schemi ad una tenuta di contabilità in modo che possono difficilmente evadere, così come invece risulta facile alle imprese industriali.
  2. Riordinamento generale di tutto il sistema tributario per le cooperative: tasse di bollo, registrazioni, ecc.
  3. Modifica della legge 1577 nel senso che le cooperative di produzione e lavoro non è necessario debbano avere venticinque soci per essere considerate ammissibili ai pubblici appalti, in quanto talvolta, anzi spesso, e per particolari categorie: falegnami, grafici, abbattitori, ecc. non è possibile, anche volendo, raccogliere un numero maggiore di soci e dalla legge ne deriva l’assurdo che imprese private, magari senza la potenzialità delle Cooperative, e con meno oneri fiscali, sono favorite nelle gare nei confronti delle cooperative stesse.
  4. Eventuale costituzione del Consorzio Provinciale delle Cooperative di Produzione e Lavoro, del quale verrà trattato più ampiamente in seguito.
  5. Trattazione per tutte le della R. M., presso gli uffici delle Imposte. Questo deve essere un punto approvato dall’Assemblea, in quanto, altrimenti ne deriva che si pregiudicano situazioni che possono essere meglio definite collettivamente, accettando talvolta dei redditi superiori a quelli che si potrebbero ottenere dopo una serena discussione e dopo la valutazione di tutti gli elementi che possono facilmente reperirsi per la determinazione del reddito.
  6. Proposta di una disposizione di legge che favorisca le cooperative nel versamento dei contributi obbligatori assistenziali (previdenza sociale, Cassa malattia, Istituto infortuni, ecc.).
  7. Coordinamento delle singole iniziative presso le pubbliche stazioni appaltanti.
  8. Più efficacie coordinamento fra le cooperative associate nel senso che le cooperative dei muratori si serviranno, ove possibile, della cooperativa falegnami e questa, a sua volta, della cooperativa vetraria, così come la tipografia cooperativa dovrà svolgere il maggior lavoro possibile per le consorelle.
  9. Miglioramento e continuità dei servizi di assistenza presso gli uffici pubblici e privati.
  10. Tenuta della contabilità, ove non vi siano possibilità di farlo sul luogo, e revisione della contabilità stessa a fine anno.