14/11/2017

Spizzichi di storia – XXIII assemblea annuale Unione Parma e rinnovo cariche

L’Italia Cooperativa del 18 aprile 1971: “Si espandono in provincia di Parma le iniziative della cooperazione agricola”.
"Ampia e circostanziata relazione del presidente avv. Mora, che è stato confermato nella carica per acclamazione – La situazione organizzativa illustrata dal dr. Concari – Messaggi di adesione del ministro Natali, del dr. Malfettani e dell’on. Bersani
L’Unione provinciale delle cooperative di Parma aderenti alla C.C.I. ha rinnovato i suoi quadri lo scorso 3 aprile.
La cronaca della manifestazione, che ha esaltato il principio ed il metodo cooperativistico, parte da una considerazione importante, per dare un’idea delle persone e dei fatti: un’ora di relazione del presidente uscente, avv. Giampaolo Mora, senza un solo aggettivo men che utile, senza una sola concessione alla retorica od alla pur facile demagogia.
Nella sua esposizione – si rivolgeva essenzialmente ai cooperatori agricoli – l’avv. Mora ha tracciato un rapido bilancio dei risultati conseguiti ed ha indicato le prospettive più interessanti per il prossimo avvenire.
Premesso che il bilancio dell’ultimo esercizio si è concluso positivamente sia in termini organizzativi che economici, così come ha ribadito poi il Collegio dei revisori, Mora ha iniziato col riferire sul settore agricolo.
“Il nostro movimento – ha dichiarato Mora – gode buona salute specie nel settore agricolo, dove la presenza dell’Unione si è andata via via incrementando, fino a raggiungere traguardi prima impensabili”.
“Che cos’è la cooperazione?” si è poi chiesto. E a questo punto, prima ancora di affrontare il quesito, ha voluto ricordare come sia maturata molto lentamente la sensibilità verso questa forma associativa.
“E’ un movimento economico – ecco la sua risposta – ma è anche un fattore di civiltà e di progresso, non solo in senso platonico. Società di tipo ideale, dove non conta l’apporto economico, di denaro, ma quello personale, con capovolgimento del concetto tradizionale di società e, perciò con l’esaltazione del fattore umano nella partecipazione alla vita associativa”.
Con riferimento ai recenti accordi di Bruxelles, l’oratore ha poi ricordato che la politica dei prezzi è uno dei mezzi per sostenere l’agricoltura, ma non il solo. “Non basterebbe certo – ha notato – se non si provvedesse, a mttere l’agricoltura in condizione di produrre meglio a costi inferiori. E questa condizione ha una particolare importanza nel settore lattiero – caseario, che a noi interessa molto da vicino in quanto è il nostro settore tipico che impegna l’attività della nostra Unione”.
Prese in esame le spinte organizzative in atto, principalmente per fronteggiare il problema dei costi, il presidente Mora ha rivendicato alla cooperazione le caratteristiche più complete e funzionali dell’associazionismo in genere “specie laddove si vuol proteggere l’impresa familiare e soddisfare l’esigenza dell’ammodernamento dell’agricoltura, nel senso estensivo ed in quello intensivo. Lo stesso sviluppo della politica comunitaria impone scelte che sono già nostre, le rende attuali, come si è avuto modi di affermare, già anni fa, nel ben noto convegno organizzato dall’Unione sul Piano Mansholt. Con la stessa chiarezza, però, diciamo no alla cooperazione di Stato, che è cooperazione impostata, nelle formule e nelle finalità”.
Sul piano delle prospettive il relatore ha dichiarato come vi sia ancora un largo spazio da coprire per soddisfare l’esigenza di nuove cooperative. E nel settore lattiero – caseario vi è in proposito la certezza del successo, visto che la quasi totalità delle cooperative producono il famoso parmigiano reggiano aderiscono all’Unione.
In tema di grana ha ricordato come una politica a medio termine non possa prescindere dal processo di ristrutturazione dei singoli caseifici (specie dei più piccoli, per il ben noto problema dei costi, collegato alla razionalizzazione della produzione, possibile solo da una certa dimensione in su), e per l’altro importante problema della commercializzazione. All’uopo la soluzione risiede nella costituzione dei consorzi di secondo grado, come si è già fatto con il Consorzio Produttori burro e formaggio, attraverso il quale si pensa di poter giungere ad un concreto discorso di collaborazione nella gestione del moderno burrificio “Val Parma”.
Fatto un rapido cenno ai problemi dei contratti di appalto ed a quello di inquadramento del personale, per i quali aspetti è stato finora notevolmente vivo ed attento l’impegno dell’Unione, l’avv. Mora ha rivolto la sua attenzione al rifinanziamento del Piano Verde, constatando con piacere come finalmente si sia dato un giusto rilievo al settore cooperativistico. A ciò deve però fare seguito una politica creditizia particolare ed agevolata per l’agricoltura.
Nell’agricoltura, poi, oltre al settore produzione, esiste anche quello dei servizi, che nell’Unione di Parma è validamente rappresentato. In particolare è da menzionare il CON.CA.PA., consorzio di secondo grado che provvede, con notevoli benefici economici, agli acquisti collettivi dei prodotti in favore delle cooperative associate.
L’oratore è quindi passato agli altri due settori presenti nell’attività specifica dell’Unione.
Cooperative edificatrici
Egli si è soffermato principalmente sul problema della casa, che interessa ognuno, sia come cittadino che come cooperatore. Ha parlato del d.d.l. Lauricella, indicando i suoi lati positivi, con particolare riferimento alle possibilità che offre di conseguire il giusto prezzo nella realizzazione delle abitazioni avendo in sé l’arma per debellare la speculazione sulle aree fabbricabili. “Dove non siamo d’accordo – ha detto l’oratore – è sullo svilimento del concetto di proprietà, non solo perché pone tutti in condizione di locatari, ma anche e principalmente perché verrebbero così depresse e punite ingiustamente le cooperative a proprietà indivisa”. Infatti il d.d.l. Lauricella non prevede aiuti alle cooperative di tipo tradizionale, che tante benemerenze hanno per la politica della casa fin qui attuata, anche se non sono mancati in Italia casi di speculazione, in merito ai quali sarebbe bastato prevedere gli strumenti idonei a scongiurarli.
Produzione e Lavoro
Il settore langue per un insieme di ragioni ormai note. C’è modo, comunque, di rimediare con efficacia e sollecitudine. Si può ridare sviluppo a slancio produttivo al settore sia dall’interno (con un processo di coordinamento ed integrazione in sede regionale e nazionale), che all’esterno, (offrendo la possibilità di accedere senza superflue difficoltà, al credito agevolato riservato alla cooperazione).
Il presidente dell’Unione, accennando alla “piccola riforma” della legislazione cooperativistica, nel corpo della quale sono state finalmente accolte alcune grosse istanze del movimento cooperativo, ha osservato: “Naturalmente non è tutto quello che ci attendiamo da una moderna regolamentazione legislativa del nostro movimento. Aspettiamo perciò più ampie riforme, ma per adesso possiamo considerarci soddisfatti”.
In chiusura di relazione l’avv. Mora ha ringraziato gli altri amministratori che lo hanno coadiuvato con tanta passione nel corso dell’esercizio, e, in modo particolarmente caloroso, il personale tutto, dal direttore dr. Concari ai vari funzionari, tutti giovani, capaci e volenterosi, che hanno sempre lavorato con tanto impegno ed entusiasmo e per merito dei quali è stato possibile raggiungere ambiziosi risultati.
E’ seguita la relazione del direttore dell’Unione.
Il dr. Mauro Cncari ha esordito con uno sguardo generale sulla situazione organizzativa e tecnico – economica della provincia, nel contesto di tutta una evoluzione generale del mondo cooperativistico che ha trovato recentemente dei validi punti di riferimento negli accordi di Bruxelles per l’agricoltura, nella riforma della legislazione del settore e nella istituzione delle Regioni.
I dati statistici riferiti dal dr. Concari sullo stato organizzativo dell’Unione sono veramente significativi: ben 220 caseifici sociali, 40 cooperative di servizi collettivi, 25 cooperative edificatrici, 10 cooperative di produzione e lavoro, 2 stalle sociali, 2 pascoli cooperativi, 2 consorzi di secondo grado e 3 centri di assistenza tecnica rappresentano il tessuto connettivo del movimento cooperativo provinciale.
Un discorso sui singoli settori parte dalla constatazione che quello lattiero – caseario si è ulteriormente sviluppato, ma che v’è ancora spazio ed esistono zone scoperte per giustificare le nuove iniziative organizzative messe in cantiere.
Uno sguardo sull’andamento favorevole del mercato lattiero – caseario non deve, però, a giudizio del dr. Concari, far dimenticare i problemi “che pure esistono e che prima o poi faranno avvertire a tutti la loro urgenza. I più importanti si sintetizzano in due definizioni: concentrazione dei caseifici e consorzi di secondo grado”.
Il relatore si è quindi inoltrato in tutti gli aspetti particolari della attuale situazione organizzativa e tecnica del settore lattiero – caseario e di quello, strettamente collegato, della zootecnia, fornendo le indicazioni più valide per il miglioramento delle strutture e delle produzioni principali e secondarie.
“il settore agricolo dei servizi – ha poi proseguito –è in fase di potenziamento. Delle 50 cooperative esistenti in provincia ben 40 fanno capo all’Unione”.
Esiste anche una valida sensibilizzazione un po’ di tutta la provincia, visto che l’associarsi per effettuare gli acquisti e le vendite dei prodotti agricoli si è in grado di risolvere molti e non lievi problemi economici.
“Il settore dei sevizi si è organizzato già in una valida struttura di secondo grado, il CON.CA.PA., che riassume in sé e coordina l’attività delle cooperative di base, concentrando in un unico ente provinciale una notevole forza contrattuale”.
Per il settore edilizio, il dr. Concari ha brevemente ribadito l’esigenza che il problema della casa venga impostato in chiave cooperativistica, in considerazione delle notevoli possibilità di autogestione e di capacità imprenditoriale insite in tale forma associativa, oltre che per il basilare concetto, più volte espresso, del rispetto della proprietà individuale.
L’impegno dell’Unione di Parma su questa linea di azione proseguirà, anche attraverso l’intervento dei parlamentari della provincia che saranno all’uopo interessati.
Intanto si può essere soddisfatti dei risultati organizzativi e realizzativi ottenuti: su 25 cooperative edilizie aderenti la metà circa ha raggiunto lo scopo sociale. E’, poi, in programma la costituzione di un Consorzio provinciale che possa fornire un’adeguata assistenza di ordine tecnico, come il reperimento di aree e la progettazione.
Le cooperative di produzione e lavoro, infine, agiscono sotto la pressione di una concorrenza industriale e privata dotata di mezzi superiori. E’ per questo che occorre operare a mezzo di forti concentrazione degli enti cooperativi a livello provinciale e regionale.
A conclusione della sua relazione, il dr. Concari si è soffermato sull’esigenza che venga finalmente e soddisfacentemente risolto il problema del credito agevolato alla cooperazione; sulla urgenza di predisporre adeguati quadri dirigenti, con un attento processo di formazione cooperativistica degli stessi soci, proiettati verso compiti di responsabilità; sulla necessità che venga garantita una solerte ed efficacie assistenza tecnica alle cooperative.
È seguita la relazione contabile del Presidente del Collegio dei sindaci, dr. Fregoso, il quale, nell’esporre le cifre del bilancio, positivo sotto ogni aspetto, ha dato atto all’Amministrazione ed alla Direzione dell’Unione di Parma dell’impegno profuso nel perseguire le finalità del movimento e nell’offrire allo stesso la sicurezza economica per il presente e per ogni possibilità di sviluppo della propria azione. E ciò, nonostante le notevoli spese sostenute ed il graduale ammortamento dell’immobile che ospita gli uffici, acquistato dall’Unione senza alcun aiuto esterno.
Alle relazioni, molto applaudite, ha fatto seguito una breve ed interessante discussione nella quale sono intervenuti: il sig. Casa ed il principe Meli Lupi di Soragna, sui problemi relativi alla marchiatura del formaggio parmigiano reggiano; il sig. Usberti, sui contratti d’appalto dei caseifici; l’ing. Gazza, sul problema del credito alla cooperazione; il dott. Bacchi, il quale nel suo ampio intervento, ha tracciato un confronto con le limitrofe province sia sul piano delle iniziative cooperativistiche che sul diverso grado di sensibilità dei soci verso i problemi dello sviluppo della cooperazione nelle forme integrate di secondo e di terzo grado. Il dr. Bacchi ha formulato un esplicito richiamo al senso di responsabilità di tutti i cooperatori, in particolare nel settore agricolo, auspicando una maggiore partecipazione alle iniziative associative.
Il sig. Dotti ha parlato di una migliore organizzazione nel settore agricolo per dare una maggiore forza contrattuale agli agricoltori. “È probabile che in futuro – ha concluso Dotti – per gli agricoltori sia meglio lavorare un’ora di meno al giorno per dedicarla all’organizzazione, in senso associati, dei vari settori produttivi”.
Prima delle votazioni per l’approvazione del bilancio e per il rinnovo delle cariche, sono stati comunicati all’Assemblea i messaggi di saluto e di adesione pervenuti durante la seduta, da parte del ministero dell’agricoltura e foreste on. Natali, del presidente confederale dr. Malfettani, del presidente dell’Unione regionale emiliano – romagnolo della cooperazione on. Bersani. In un secondo telegramma il ministro Natali ha comunicato importanti decisioni per finanziamenti FEOGA di iniziative proposte dal movimento in provincia di Parma.
L’assemblea a sua volta, ha inviato, due messaggi al ministro Natali, per chiedere un adeguato intervento comunitario sulla politica delle strutture in agricoltura ed al ministro Donat - Cattin, per ribadire la posizione del movimento sul problema dell’inquadramento previdenziale dei dipendenti delle cooperative agricole di trasformazione.
L’assemblea ha, quindi approvato all’unanimità il bilancio dell’Unione e le relazioni svolte, procedendo subito dopo alla elezione, per acclamazione, dei nuovi organi amministrativi. Fanno parte del nuovo Consiglio direttivo: avv. Giampaolo Mora, Bruno Bertozzi, Nello Bacchi, cav. Uff. Galeazzo Galeazzi, Libero Ferrari, Aldo Graci, Antonio Minardi, p.a. Giambattista Monica, cav. Fernando Zaniboni.
Nel Collegio dei Sindaci, figurano il dr. Giambattista Fragoso, il p.i. Luciano Ferri e il dr. Lino Ziliotti, mentre il Collegio dei Probiviri è composto dall’avvocato Mario Pagliari, dall’avv. Dante Piazza, e dal dr. Aminta Rota.